giovedì 8 novembre 2012

Il nostro programma sui Parchi














Le aree protette non sono solo uno strumento formidabile per la conservazione della biodiversità, del paesaggio, ma anche volano di uno sviluppo sostenibile delle comunità locali e rurali, occasione di lavoro, di attività e opere ecocompatibili in agricoltura, nella ricezione turistica, nella ristorazione, nel turismo finalizzato alla migliore conoscenza del nostro patrimonio ambientale e culturale.

La progressiva perdita di questi valori compromette non solo l’equilibrio dell’ecosistema e quindi la stessa sopravvivenza della specie umana, ma è anche un danno economico, perché mette a repentaglio le attività agricole e le attività connesse alla fruizione turistica.

Per questi motivi la quantificazione della perdita della biodiversità dovrebbe essere introdotta come un indicatore socio-economico.

Finanziamenti certi e organici adeguati sono essenziali per la crescita del sistema delle aree protette. E soprattutto la ricognizione delle spese già sostenute e dei numerosi finanziamenti già erogati e non spesi.

La situazione oggi è drammatica: il personale complessivo dei 24 Parchi Nazionali è ridotto a sole 750 unità e con il decreto sullo spending review subirà un’ulteriore riduzione del 20%. Con gli stanziamenti ridotti al lumicino gli effetti saranno gravissimi e provocheranno ulteriore perdita di risorse, perché i Parchi non avranno le risorse per partecipare ai progetti comunitari in cofinanziamento.

Il governo con il Ddl Semplificazioni ha introdotto una norma che consente di edificare opere in aree sottoposte a vincolo se gli Enti preposti alla tutela non si esprimono entro 45 giorni. Vogliamo impedire che venga messa in discussione la sopravvivenza stessa del sistema delle aree protette, che per noi costituiscono un patrimonio irrinunciabile per la costruzione materiale del paese!

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