sabato 1 giugno 2013

Api in declino

Scarica il paper di GreenPeace dedicato alle minacce agli insetti impollinatori e all’agricoltura europea.

La prossima volta che vediamo un’ape ronzarci intorno ricordiamoci che la maggior parte del cibo che mangiamo dipende in modo significativo dall’opera delle api e degli altri insetti impollinatori: un servizio chiave per gli ecosistemi.

Senza l’impollinazione effettuata dagli insetti, circa un terzo delle colture a scopo alimentare dovrebbe essere impollinato con altri mezzi, oppure avremmo una produzione di cibo significativamente inferiore (Kremen et al. 2007).

Senza dubbio le colture più nutrienti e apprezzate della nostra dieta - molta frutta e verdura, insieme ad alcune colture utilizzate come foraggio nella produzione di carne e prodotti lattiero-caseari - sarebbero duramente colpite da un calo numerico degli insetti impollinatori: in particolare, la produzione di mele, fragole, pomodori e mandorle ne soffrirebbe (Spivak et al. 2011).

Fino al 75 per cento delle nostre colture subirebbe comunque una riduzione di produttività (Klein et al. 2007). La stima più recente dei benefici economici a livello globale legati all’impollinazione, ammonta a circa 265 miliardi di euro, questo il valore delle colture che dipendono dall’impollinazione naturale (Lautenbach et al. 2012).

Parliamo ovviamente non del valore “reale”, dato che, qualora l’impollinazione naturale venisse gravemente compromessa o dovesse cessare, potrebbe rivelarsi impossibile da sostituire, rendendo il suo vero valore infinitamente maggiore.

Oltre alle coltivazioni, anche le piante selvatiche (si stima dal 60 al 90 per cento) dipendono dall’impollinazione mediata dagli insetti per riprodursi. Di conseguenza anche altri servizi ecosistemici e gli habitat naturali che li forniscono dipendono - direttamente o indirettamente - dagli insetti impollinatori.

Le api - quelle allevate, ma anche molte specie selvatiche - sono il gruppo predominante ed economicamente più importante degli impollinatori nella maggior parte delle regioni geografiche. Le colonie di api domestiche, tuttavia, negli ultimi anni hanno sofferto in misura sempre crescente, nonostante la produzione agricola a livello planetario dipenda dalla loro opera d’impollinazione.

Anche il ruolo degli insetti impollinatori selvatici - api e altre specie - è molto rilevante e attrae sempre maggiore attenzione del mondo della ricerca. Le api selvatiche sono a loro volta minacciate da numerosi fattori ambientali, tra cui la mancanza di habitat naturali e semi-naturali, e una crescente esposizione a sostanze chimiche prodotte dall’uomo.

In parole povere, le api e gli altri impollinatori - sia selvatici che allevati - sembrano essere in declino a livello globale, ma in particolare in Nord America e in Europa (Potts et al. 2010). Negli Stati Uniti, la perdita del 30-40 per cento delle colonie di api avvenuta nel 2006, è stata collegata alla Colony Collaps Disorder, la sindrome di spopolamento degli alveari, caratterizzata dalla scomparsa delle api operaie (Lebuhn et al. 2013).

Dal 2004 il declino delle api ha lasciato il Nord America con il minor numero di impollinatori domestici degli ultimi 50 anni (Unep 2010). La mancanza di solidi programmi regionali o internazionali di monitoraggio degli impollinatori porta a una notevole incertezza della portata di questo declino. Ciò nonostante, le perdite attualmente note sono impressionanti. Negli ultimi inverni in Europa la mortalità delle colonie di api è stata in media di circa il 20 per cento (con una forbice che va dall’1,8 per cento al 53 per cento tra i diversi Paesi).

Si possono identificare tre importanti aree critiche in merito alla salute degli insetti impollinatori:
  1. Allo stato attuale non c’è la disponibilità di dati precisi per raggiungere conclusioni definitive sulla condizione degli impollinatori a livello globale in termini di abbondanza e diversità (Lebuhn et al. 2013; Aizen e Harder 2009). La potenziale variabilità dei censimenti di specie animali è così alta che “le popolazioni potrebbero quasi dimezzarsi prima che le evidenze di un declino possano essere rilevate” (Lebuhn et al. 2013).
  2. Poiché la richiesta di insetti impollinatori - sia a livello locale che regionale - aumenta più rapidamente della disponibilità, potremmo trovarci di fronte a una limitazione dell’impollinazione nel prossimo futuro. Questo perché l’incremento della produzione di alimenti, direttamente o indirettamente dipendenti dall’impollinazione, è superiore alla crescita della popolazione globale di api domestiche. Con l’espandersi dell’agricoltura di tipo intensivo, anche il servizio di impollinazione garantito dagli impollinatori selvatici è a rischio a causa della perdita e della riduzione della diversità degli habitat. Inoltre, un potenziale aumento del numero di api domestiche, difficilmente sarebbe in grado di attenuare la perdita di impollinatori autoctoni (Aizen e Harder, 2009).
  3. L’abbondanza delle popolazioni di api è molto differente tra le diverse regioni agricole: vi sono crescite in alcuni Paesi produttori di miele (Spagna, Cina e Argentina), ma diminuzioni in altri, comprese regioni con alta produzione agricola negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in molti altri paesi dell’Europa occidentale (Aizen e Harder 2009; Garibaldi et al. 2011; Lautenbach et al. 2012).
In alcune regioni europee, del Nord America e dell’Asia orientale, il valore dell’impollinazione può arrivare a 1.200 euro per ettaro, denaro che gli agricoltori - e la società nel suo complesso - perderanno se gli insetti impollinatori dovessero subire un declino. In Italia e in Grecia, vaste aree hanno un valore particolarmente elevato connesso all’opera d’impollinazione.

Lo stesso accade in vaste regioni di Spagna, Francia, Regno Unito, Germania, Paesi Bassi, Svizzera e Austria, che hanno a loro volta hot spots di importante valore (Lautenbach et al. 2012).

Non è possibile attribuire a un solo fattore il calo complessivo della popolazione di api o della loro salute generale. Questo calo è senza dubbio il prodotto di molteplici fattori, alcuni noti e altri sconosciuti, che agiscono singolarmente o in combinazione fra loro.

Tuttavia, i fattori più importanti che incidono sulla salute degli impollinatori sono correlati a malattie e parassiti, oltre che alle pratiche agricole di stampo industriale che influenzano molti aspetti del ciclo di vita delle api. Anche i cambiamenti climatici comportano ulteriore stress per la loro salute.

Alcuni pesticidi (come il glufosinate) costituiscono un rischio diretto per gli impollinatori. L’eliminazione delle sostanze chimiche più pericolose per le api è il primo e più efficace passo da adottare per tutelarle.

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