sabato 16 giugno 2012

Un'altra sveglia ai palazzinari!

Ieri il Consiglio di Stato ha rigettato l'ennesimo ricorso contro la perimetrazione vigente del Parco Regionale di Castelli Romani. Stavolta a presentarlo era stato il Comune di Grottaferrata, ma nei mesi e negli anni scorsi anche il Comune di Marino ed alcune associazioni venatorie si erano lanciate in questa delirante crociata contro l'ambiente.

Ora, decenza vorrebbe che i latori degli appetiti speculatori sul nostro territorio si mettessero l'anima in pace una volta per tutte e la smettessero di impegnare le Istituzioni ed il denaro pubblico nel tentativo fallimentare di far valere la loro inciviltà. Se consideriamo i costi pubblici di questo ultimo delirante ricorso, tra TAR e Consiglio di Stato, ci rendiamo conto di come alcune amministrazioni del territorio castellano sembrino più interessate a sperperare i soldi dei cittadini per intasare i tribunali che a destinare quel denaro per far fronte alle sin troppe emergenze sociali e ambientali che affliggono i nostri Comuni.

È venuto il momento di cambiare rotta e riconoscere definitivamente non solo la piena legittimità dei confini del Parco così come deliberati nel 98 da Ravaldini e confermati nel Piano d'Assetto del Parco adottato dalla precedente gestione ordinaria (prima che la Polverini intervenisse a commissariale l'Ente, forse perché aveva lavorato troppo bene...), ma anche che il Parco rappresenta un presidio vero per la salvaguardia della identità locale ed il volano di un'altra economia che si rivolge al benessere dei cittadini e non ai conti in banca dei palazzinari.

Vogliamo sperare che quest'ultimo pronunciamento del Consiglio di Stato convinca anche la attuale gestione commissariale del Parco a desistere dai suoi propositi di tentare il restringimento dei confini, intenzione che si è già chiaramente manifestata nella relazione preliminare ad una nuova VAS per il Parco commissionata proprio dal Commissario dell'Ente e che dovrebbe preludere a gettare alle ortiche tutto il lavoro già fatto sul Piano d'Assetto per ricominciare daccapo: un altro, intollerabile spreco di denaro pubblico.

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