martedì 10 marzo 2009

Che succede a Colleferro?

La questione di Colleferro (il sequestro dell'inceneritore che bruciava rifiuti tossici e CDR illegale e la valanga di arresti che ne è seguita), al di là delle tragiche conseguenze ambientali e per la salute della gente che oramai conosciamo fin troppo bene, riguarda direttamente il modello di gestione dei rifiuti.

Mi spiego meglio: tra le ipotesi di reato indicate dalla Procura che indaga c'è anche quella di truffa ai danni dello Stato...

Ma che vuol dire esattamente? Vuol dire che a Colleferro, non avendo CDR a sufficienza da bruciare, anche in ragione del fatto che sempre più comuni del territorio castellano stanno partendo o sono già partiti con la differenziata, per poter conseguire le quote di incenerimento necessarie per ottenere i finanziamenti pubblici (i famigerati CIP6) dentro all'inceneritore ci hanno buttato di tutto! Compresi i rifiuti tossici il CDR malformato proveniente dalla Campania.

In effetti questi contributi pubblici agli inceneritori sono talmente sostanziosi che, da un mero conto della serva, converrebbe perfino alimentarli a carbone, tanto i CIP6 che si prenderebbero ripagherebbero dieci volte tanto la spesa del carbon coke!

È quindi chiaro, talmente chiaro che qualsiasi altro ragionamento a questo tragico punto puzzerebbe lontano un miglio di malafede bella e buona, che l'aver affidato al mercato la questione della gestione dei rifiuti è il vero disastro-madre che ha generato tutto il resto.

Un mercato che, oltretutto, mercato non è perché in assenza di finanziamenti pubblici e con un sistema trasparente di regole che impedisse che controllori e controllati siano di fatto lo stesso soggetto (privato) questi impianti non sopravviverebbero in un'economia di mercato neanche cinque minuti!!

Ora la magistratura sta indagando. Bene. Benissimo! Speriamo che in tempi brevi si arrivi a ricostruire per intero la complessa rete di illegalità e corruzione che sta dietro questa vicenda.

Ma in attesa dei riscontri delle indagini c'è un atto irrinunciabile ed urgentissimo: la moratoria immediata di tutti gli impianti di incenerimento dei rifiuti in corso di realizzazione, autorizzazione o progettazione nel territorio laziale e quindi anche ad Albano.

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