domenica 2 giugno 2013

Monsanto: non sentiremo la tua mancanza

La multinazionale Monsanto ha ufficialmente dichiarato che non investirà più in attività di lobby in Europa. Una notizia eccellente, un raggio di sole su un orizzonte che in questo periodo storico non è certo dei migliori per ciò che concerne il futuro dell'agricoltura e la sovranità alimentare dei popoli.

È stato Brandon Mitchener, AD di Monsanto Europe, a rilasciare la dichiarazione nel corso di un'intervista al giornale tedesco Tageszeitung. La motivazione di questa scelta, ha spiegato Mitchener, risiede nella troppo scarsa richiesta di OGM da parte dei Paesi Europei: Austria, Bulgaria, Francia, Grecia, Ungheria, Lussemburgo, Polonia e Italia vietano coltivazioni di piante OGM; ed anche negli altri Paesi europei gli agricoltori tendono a non comprarli per le difficoltà che hanno a collocare sul mercato i prodotti geneticamente modificati, quasi sempre invisi ai consumatori.

La ritirata dai lidi europei dell'infame Monsanto costituisce una grande vittoria per tutti quegli attivisti che, negli anni, hanno svelato i pericoli degli OGM, hanno fatto corretta informazione presso la popolazione circa i rischi per la salute umana e l'ambiente, hanno denunciato le pratiche illecite, la corruzione pubblica e privata, le politiche assassine, i test scientifici truccati: insomma tutto il repertorio di schifezze che ha sempre contraddistinto questi veri e propri criminali, nemici dell'umanità e del pianeta.

Resta però sul tavolo dell'Europa ancora un problema: il grano d'importazione. Ogni anno, infatti, in Europa si importano 360.000 tonnellate di frumento dagli Stati Uniti, dove la coltivazione degli OGM è tuttora fiorente. Come possiamo essere sicuri che questo frumento non sia contaminato da grano geneticamente modificato?

Domanda tutt'altro che peregrina, anche alla luce di quanto recentemente accaduto in Oregon, dove un coltivatore ha scoperto che il suo grano è stato contaminato con una variante OGM Monsanto, peraltro mai commercializzata! La multinazionale non ha potuto fare a meno di confermare che effettivamente si trattava di una variante sperimentata fino al 2005 ma mai collocata sul mercato, senza però spiegare il perché. Resta da capire come sia finita nelle sementi non OGM acquistate da quell'agricoltore.

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